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Sbilanciamento 21 gennaio 2005
Uno sbilanciamento sul piano eterico ha sempre conseguenze su quello fisico. Questo comporta adattamenti per equilibrare forze divenute instabili per il precario supporto energetico da parte di chi ha il compito di appoggiare la fisicità nel suo lento procedere verso la spiritualizzazione di se stessa traendo spunto, per l’appunto, proprio dal piano eterico. Uno sbilanciamento sul piano eterico, con la conseguente perdita di equilibrio, avviene quando questo subisce una forte pressione che pervadendolo lo scuote. Una vibrazione di intensità diversa rispetto a quelle che normalmente si è abituati a percepire può provocare e provoca un’alterazione se è molto forte e carica di qualcosa che fa vibrare il proprio essere in maniera se si vuole anomala. Percepire, da parte dell’uomo, una forte emozione è segno che qualcosa lo ha raggiunto a livello sub minale e questo provoca una perdita di equilibrio. Anche se l’emozione risulta essere estremamente positiva, o addirittura fantastica, ciò non toglie che uno sbilanciamento è avvenuto; ed è avvenuto su un piano diverso, energeticamente più sottile rispetto a quello fisico. Il piano fisico ha solo registrato, ha dovuto registrare, un cambiamento (rispetto alla sua polarità che produce un certo tipo di equilibrio) che gli proviene da una parte della quale non ha il controllo. Normalmente questo non viene considerato, ma se ci si addentrasse su ciò che succede quando una emozione (anche la paura è una emozione) investe un soggetto fisico, risulterebbe subito evidente che il suo equilibrio psicosomatico è variato. La psiche infatti, investita da un’onda d’urto, reagisce trasmettendo la sua sensazione ed il corpo, subendo, cerca di adattarsi all’evento. La stabilità tra corpo e psiche dipende dall’armonia attraverso la quale queste due entità convivono. Al pari di un vestito su misura, perfetto e che si indossa sempre, il corpo rappresenta lo strumento fisico attraverso il quale è possibile la manifestazione terrena. L’adattamento del corpo è soggetto allo ambiente ed è assoggettato all’elemento psichico, un’entità energetica che adoperandolo non tiene conto dei valori e della ragione per cui il corpo è tale. La figura evoluta che il corpo è (per quanto è riuscito a perfezionare nel suo processo di adattamento evolutivo) viene trascurata e tralasciata e ci si occupa della sua sola vitalità; del contributo che riesce a dare all’uomo in termini pratici nel portarlo in giro lungo l’arco di tempo in cui entità fisica ed entità psichica si trovano aggrovigliate nella loro manifestazione terrena. Il corpo, la carne per intendere, dipende dagli elementi che lo costituiscono e contraddistinguono e dal modo in cui questi intrecciano rapporti con tutto ciò che fisicamente è loro utile al fine di creare relazioni in ambito cellulare e morfogenetico per proiettare sviluppi attraverso cui perfezionare il loro tipo di esistenza. Cosa questa che non vuol dire uomo come entità psicosomatica completa, bensì solo ciò che riguarda un innalzamento dell’elemento (o degli elementi) formante verso più alti gradi della scala evolutiva generale (e pertanto non soltanto o esclusivamente riguardante la evoluzione terrena o terrestre). L’entità psichica ha un suo iter e, poiché la sua presenza è energetica, è naturale che indossando l’abito (che le consente di abitare in terra) deve per forza adeguarvisi e (questo anche attraverso tutti i condizionamenti e gli indirizzi che fanno procedere in tal senso) immedesimarvisi a tal punto da considerarsi cosa unica con il corpo fisico. Questo assembramento risente della carenza di personalità, ed anche libertà, del fisico rispetto alla entità psichica e sottopone il fisico a continue imposizioni che dipendono da una volontà (quella psichica) che non sa nemmeno che sta perpetrando dei soprusi nei confronti di un suo fratello minore. Oltretutto il corpo, non cosciente delle sue enormi responsabilità ma anche potenzialità in ambito umano e terrestre, assume un atteggiamento succube e passivo perché così è stato abituato a fare da sempre. L’entità fisica non conosce i suoi (veri) limiti ed ignora i suoi diritti; diritti che per nascita la collocano padrone dell’ambiente in cui vive ed opera perché costituita da identici elementi ma con un'evoluzione le consente di essere oltre la elementarità degli elementi stessi. L’entità fisica non sa di essere (di potere essere) in grado di trasformarsi (anche immediatamente se esce oltre la spirale che la attanaglia e che è solo psicologica) in funzione del bisogno. La libertà del corpo dipende però da una presa di coscienza da parte dell’entità psichica di essere qualcosa in più rispetto proprio a quel corpo nel quale è identificata; di essere capace di operare su un piano della esistenza meno denso e ben per questo in grado di penetrare, attraversandolo, il regno fisico così da indirizzarlo verso sue possibili mete in ambito alla evoluzione generale per spostare gli interessi da fisici e terrestri a planetari e stellari. Ecco che allora la distinzione tra piani di operatività, se ben inquadrata, fornisce elementi utili per un maggiore esercizio della libertà nel rispetto delle specie in un piano armonico complessivo che vede la Terra come pianeta vivo, omogeneo e funzionale allo sviluppo planetario e solare perché contemporaneamente portatrice della matrice unica che si sviluppa a seconda del piano energetico in cui opera. Piano fisico e piano eterico sono il corrispettivo di ciò che per l’uomo sono corpo e psiche. Il Sole, il piano solare, rappresenta per la Terra ciò che permeandola le immette vitalità con condizionamenti atti a far sì che in lei si manifesti lo spirito di datività, quella stessa datività che il Sole espande a piene mani sempre e comunque. Ma per concepire la datività occorre prima aver maturato il rispetto per l’altrui condizione, anche (e maggiormente) per quella dei fratelli minori che non devono essere assoggettati ad una volontà coercitiva dei loro diritti; diritti sacri per l’esistenza che loro manifestano. Così accade che per meglio definire ruoli e condizioni occorre che esistano sbilanciamenti pilotati e coerenti in ambito planetario per permettere una corretta identificazione, da parte della Terra e comunque anche dell’uomo, in un essere solare, un’entità di luce capace di irradiare con la sua presenza (l’accettazione della sua presenza) ciò che viene difficile concepire sia al fisico sia all’eterico. Ma questo significa anche fusione nel rispetto dei ruoli: libertà di azione nei vari livelli perché l’indirizzo è armonico e tendente al raggiungimento di un unico scopo che per manifestarsi abbisogna della contemporaneità dell’azione espletata nei vari ambiti non più chiusi in una relatività reverente di ciò che non comprendono. Significa che l’armonia che pervade Terra ed uomo è propria di una dimensione che non ammette lotta e competizione per l’affermazione di sé avendo ormai maturato la condizione dell’anima che immette in un piano di operatività in cui la datività è spontanea e funzionale all’acquisita immortalità. Perché fisico ed eterico fusi rappresentano proprio il terreno attraverso cui l’anima agisce per informare l’universo che tutto è immortale e che non ha bisogno di essere eterno; perché anche questa è una relatività.
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