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Impedimento 2 marzo 2005
Con il limite del corpo fisico l’uomo non può addentrarsi dove la necessità del cambiamento lo introduce. Non può perché non vuole, perché pensa che per accedere in reami più sottili dell’esistenza il corpo sia di impedimento e fa di tutto per abituarlo ad estraniarsi dallo stato in cui lui invece cerca di entrare. In effetti però si tende a rilassare il corpo per calmare la mente. Perché così facendo la si costringe a considerare un intento (il rilassamento del corpo) così che focalizzata su questo interferisca il meno possibile. Ma
la mente è anche un accumulatore sottile di energie e, facendo il suo
dovere, rilascia ciò di cui è stata caricata. Vivendo
il proprio tempo è del tutto naturale comunque che la mente si carichi di
ciò che circola, ma le sue qualità oltre a quelle ovvie che comunemente
vengono sfruttate sono anche di natura diversa. La
mente, sempre bistrattata, osteggiata e ritenuta causa di ogni mancata
realizzazione nell’accesso a stati interiori illuminanti (e comunque
diversi e non controllabili da una volontà vigile incentrata sulla carne e
la sopravvivenza) ha altre qualità. Basta saperle attivare. Sulla
Terra tutto segue un ritmo che è quello molecolare. Le differenze si
combinano in funzione degli agglomerati fisici e della coscienza che ne
scaturisce. Come se, ingabbiando il ritmo portante e pertanto quello
cellulare, non ci si rendesse più conto che tutto funziona in virtù di una
vibrazione costante regolata dalla Terra stessa che in questo modo alimenta
ogni parte di sé. Questa
energia la Terra la rilascia costantemente e l’uso che ogni cosa ne fa è
in funzione di ciò che crede di essere. E credendo diventa ciò che è. Ma sulla Terra tutto è Terra. Anche l’uomo è un composto fisico della Terra e pertanto ha una vibrazione sintonizzata sul ritmo che la Terra impone. Questo
ritmo è in sintonia con più ampi processi che coinvolgono, in funzione
della loro coscienza, i pianeti, il sistema entro cui interagiscono, il
Sole, la galassia e gli universi. Sempre in funzione della coscienza
commisurata a ciò che racchiudono e che riescono ad emanare in maniera
automatica. Automatismo che può essere cosciente o avvenire in maniera
inconsapevole. L’uomo emana ciò che percepisce attraverso la mente; e lo fa in modo automatico consapevole per come sa di poterla usare ed in maniera inconsapevole per quanto, sfuggendogli, non può nemmeno essere catalogato. Ma
anche attraverso l’emanazione inconsapevole la mente rilascia quello di
cui è carica e l’uomo subisce perché non sa controllare la parte che lo
interfaccia con un’energia, e quindi una vibrazione, di natura più
sottile e diversa (proprio per questo) da quella fisica. Forzare questa struttura naturale fisica non é facile né conveniente. Volerlo fare in maniera coercitiva spezza un’armonia che la Terra impone ad ogni parte di sé. Escludere
il corpo da ciò che la coscienza dell’uomo cerca di raggiungere in modo
sottile (sottile solo perché entra in un’altra frequenza vibrazionale ma
che comunque fa sempre capo al ritmo terrestre) è una coercizione nei suoi
confronti. Lo si costringe infatti a non interessarsi di ciò verso cui è
naturalmente predisposto. Perché anche il corpo, vibrando in maniera
diversa, può ben essere in linea con quanto l’uomo cerca di realizzare
nella sua ascesa verso quei reami dell’esistenza dove la immortalità è
consapevolmente acquisita. Corpo
e mente hanno delle funzioni e queste sono armonicamente relazionate tra di
loro tramite una lenta evoluzione che le ha portate ad essere ciò che
attualmente sono. Quando lo spirito della Terra investe l’uomo (e per spirito bisogna intendere la coscienza della Terra recepita dall’uomo) egli diventa diverso. Perché attivato nella sua componente sottile (spirito questo per le sue cellule) e pertanto in uno stato di coscienza ultrafisico (proprio perché relazionato ed interconnesso con un diverso tipo di energia, quella che la Terra rilascia in modo più sottile su frequenze diverse), l’uomo attiva a sua volta tutto ciò che, componendolo fisicamente, diventa parimenti ultrafisico poiché riesce in maniera molto semplice ad effettuare la trasformazione. Le cellule infatti incontrano molto meno difficoltà rispetto alla coscienza dell’uomo radicata nel suo solo essere fisico, sanno di essere energia e non lo temono. Cosa che invece succede quando l’uomo trasmette loro le sue paure condizionandole ad essere qualcosa di diverso. E poiché questo è sperimentato che ha successo (infatti l’uomo si ammala e muore), può ben essere sperimentabile con successo anche un diverso tipo di condizionamento che però è di apertura. Apertura
verso un nuovo mondo perché un corpo di energia non ha ragione di essere in
una zona dove la taratura permette un certo tipo di manifestazione. Ma per attuare questo bisogna necessariamente coinvolgere la mente. Coinvolgerla senza isolarla relegandola nell’ambito suo attuale naturale coercitivo per le cellule e l’ambiente. Bisogna abituare la mente ad essere responsabilmente presente e di aiuto nel processo che si va a determinare. Cosa questa non difficile da attuare se si concepisce che la mente ha un suo controllore naturale; controllore che quando interviene integra ogni parte all’insieme proprio perché permette alla mente di partecipare ad un progetto di trasmutazione dove essa stessa diventa diversa. Si apre ad un mondo in cui la vita manifesta la sua origine cosmica non vincolata a regole coercitive per imbrigliare l’energia sotto forma specifica relativa alla Terra ed alla di lei evoluzione fisica.
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