I prigionieri 1 marzo 2005 I prigionieri sono tutti coloro che non potendo agire liberamente patiscono questa loro condizione. Si è prigionieri quando,
volendo attuare qualcosa ed avendo la capacità per farlo, non si ha la
possibilità perché delle sbarre impediscono la propria azione. Tante volte le sbarre
possono essere energetiche e racchiudono e circoscrivono una realtà
invisibile agli altri. E spesso invisibile anche e soprattutto a se stessi. Prigionieri del tempo gli
uomini non si accorgono di costruire prigioni, sempre energetiche, dentro le
quali rinchiudono e limitano loro stessi, i loro pensieri e tutto ciò che
fa parte di una energia che la Terra emana e l’uomo (ma con lui anche ogni
cosa sulla Terra) usa in vario modo. Un’energia, quella della
Terra, che appartiene al cosmo e che diventa sensibile alla coscienza della
Terra che la modella in funzione di ciò che concepisce. Anche l’uomo è un
concetto della Terra la quale nella sua natura sperimenta ciò che per lei è
utile a livello di presenza che agisce in un insieme a lei consono ed in
linea con il suo tipo di evoluzione. Pensare che la Terra non
comprenda, che non abbia le qualità per farlo, ciò che l’uomo concepisce
come anima e come coscienza è quanto meno presuntuoso da parte di chi dalla
Terra trae origine come presenza fisica, eterica ed animica. La Terra non è solo la
componente fisica che si pensa sia, come l’uomo ha anima e coscienza. E l’uomo è così proprio perché la Terra lo ha formattato per esprimere
una sua necessità. Non considerare questo
aspetto fa perdere all’uomo una grossa opportunità, quella di essere
sincrono ed armonico con quanto la Terra va ad esprimere. Cosa questa che,
occupando la Terra un ruolo di gran lunga superiore rispetto a lui nella
gerarchia galattica, potrebbe innalzarlo in una sfera in cui la coscienza è
sensibile agli influssi di altre coscienze sempre più profonde e tendenti
all’unità. Per l’uomo unità è
considerare se stesso in funzione di un assoluto (potenziale) dove riporre
tutto ciò che non concepisce cercando così di aderirvi il più possibile
per superare ostacoli e difficoltà, ma i passaggi ci sono e vanno vissuti.
Sono necessari perché consentono alla coscienza, in quanto vita, di
allinearsi ad un certo tipo di energia che sa di essere immortale e che si
presta ad essere adoperata per spiritualizzare tutto ciò che, sempre
energia, non sa ancora di esserlo perché non conosce ne concepisce qual è
il suo vero stato. Per questo è molto
importante considerare la Terra come coscienza e grande anima. Per non
vagare inutilmente alla ricerca di ciò che la Terra ha già concepito e che
è in grado di trasmettere. Certamente attingere da tale
coscienza non è semplice se non si sa come approcciarla, però diventa
impossibile se nemmeno ci si prova. I misteri che la Terra
conserva, cela e custodisce sono tanti. E sarebbero insegnamenti di una
spiritualità così elevata da fare impallidire anche il più grande
ricercatore di verità evidenti ed occulte proprio perché la Terra ha
capacità di penetrazione dove l’uomo non ha nemmeno percezione anche se
fosse in grado di usare i suoi sensi sottili. Il modo poi in cui la Terra
vibrando è in fusione armonica con il suo sistema ed in contatto stabile
con la coscienza solare (perché la Terra le regole le rispetta e non fa
salti nel vuoto presupponendo di essere la parte più importante
dell’universo così come invece fa l’uomo) che la apre a ciò che la
galassia esprime in un contesto/universo più profondo (per intensità,
coerenza e funzione), deve essere lezione guida se si vuole veramente far
parte della nuova Terra. La Terra si rinnova perché
la sua coscienza intende esprimersi dove prima aveva a lungo posato lo
sguardo e l’attenzione apprendendo il modo in cui essere presente e viva
dove pensava che la vita (da lì le) derivasse. E deve farlo su
nuove basi, allineandosi ad una vibrazione che le consente di perforare una
barriera energetica propria di un mondo sensibile essenzialmente fisico ma
aderente, per struttura ed organicità,
a quello eterico. Mondo che la Terra già interpreta in quanto
coscienza che sa di possedere un corpo eterico e sa come adoperarlo. Cosa che l’uomo deve riuscire a fare per essere in linea con la nuova Terra. Deve cioè concepire di possedere un corpo di energia che può adoperare senza con ciò prescindere da quello fisico. Anzi. Anzi
perché l'uomo il corpo deve trasformarlo. Trasformazione necessaria in quanto la nuova
Terra fisica non può più essere in linea con ciò che ingloba in sé a
livello evolutivo; senza abbandonarlo non può nemmeno più cercare di
valorizzarlo. I cambiamenti sono effetti che producono effetti. Sono il frutto di una conseguenza che partorisce innovazioni. Un cambiamento cosmico
produce conseguenze con indispensabili allineamenti perché necessari alla
stabilità di qualunque sistema e questo genera equilibri nuovi; nuovi modi
di essere su cui basarsi e costruire. Ma per essere nel cambiamento, per
poterci essere, occorre liberarsi delle scorie, di tutto ciò che, valido
per un certo tipo di vita, diviene impedimento se si continua a consideralo
come necessario alla propria esistenza. Oggi l’esistenza si
colloca (la Terra si colloca) su un gradino dell’evoluzione planetaria in
cui il tempo non ha più la finalità dell’esercizio propedeutico
all’immortalità, è e scandisce il presente; quel qui ed ora che ha
necessità che la sincronia non si disperda in rivoli che stagnando fanno
coesistere pensieri che, perduta la rotta, percorrono la via in modo
pretestuoso cercando di attirare la attenzione verso di loro. Il presente implica e
comporta una vigilità spontanea perenne e costante nell’ora,
nell’essere completamente nella azione che si conduce e che, allineata al
movimento cosmico, allinea scandendo il ritmo che non può più essere
smarrito. Se manca questo presupposto
non si è nemmeno nella dimensione del passaggio: si è prigionieri dei
propri pensieri, di tutto ciò che, messo in prigione, ora reclama diritti o
libertà. Ed è proprio questa libertà
che bisogna concedere per essere liberi. Senza abbandonare ciò che si era
edificato ma offrendo la possibilità della libera azione senza imporre
vincoli e richiami a ciò che in questo modo può allinearsi alla sua
naturale dimensione di appartenenza. Un cammino è un cammino e
può essere fatto portandosi croci sulle spalle o evitando tutti quegli
attaccamenti (essenzialmente materiali) che impediscono il procedere per
paura che vengano persi. Oltre ai possedimenti materiali l’uomo ha possessi psicologici, scorie entrambe da eliminare. I primi rappresentano l’evoluzione della Terra fisica che fisicamente evolve producendo materiali sempre più sofisticati, i secondi sono gli abitanti della cortina di energia che la Terra eterica mette a disposizione per ospitare tutto ciò che energeticamente più sottile la Terra fisica riesce a generare. E qui ci sono anche tutti i pensieri degli uomini che liberi e liberati si adeguano trovando un loro stato d’essere, tenuti stretti invece impediscono la naturale leggerezza che immette nell’oltre ed anche oltre l’aldilà.
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